
| La pista ad ostacoli Un rassegna cinematografica sulle possibilita' di crescita e di riscatto dei giovani cresciuti in contesti problematici, attraverso la creazione artistica. In collaborazione con Interconnessi Dal 15 aprile al 3 maggio presso il Centro Zonarelli |
Prossimi appuntamenti: >>> mercoledì 29 aprile ore 20.00 BORN INTO BROTHELS Z.Briski/R.Kauffmann – India/USA 2005 – 85’ – v.or. sott. italiano La fotografia come mezzo d'espressione ed emancipazione, per chi è nato nella parte sbagliata del mondo. Il documentario mostra con discrezione e disincanto un gruppo di bambini costretti a confrontarsi quotidianamente col loro peccato originale: essere figli o fratelli di donne obbligate a prostituirsi per sopravvivere alla miseria, nel quartiere a luci rosse di Calcutta. Una realtà dura trasformata attraverso gli scatti fotografici in un desiderio di rinascita, la fotocamera come uno strumento per guardarsi intorno e filtrare il disagio, per regalarsi un'istruzione che possa dar voce all'infanzia negata e restituire la dignità perduta. Le fotografie che negli anni hanno fatto il giro del mondo, frutto del talento degli otto ragazzi, sono la dimostrazione di come la fantasia e la curiosità siano fondamentali per uscire da una condizione di estremo disagio. Intervento di SABINA PIERPAOLI e BENEDETTA ROSSINI – Associazione Niños y Adolescentes Trabajadores a seguire MI NOMBRE E JOSEP E.Bollino/Volabo/NATs - Italia 2006 – 20’ L’altra storia del lavoro minorile in America Latina. Josep ha 15 anni, è nato e vive a Trujillo, una cittadina a 600 Km da Barquisimeto, in Venezuela. Appartiene al movimento dei NATs, i bambini e gli adolescenti lavoratori. E’ venuto a Bologna tra febbraio e marzo 2006. Insieme al suo accompagnatore Josè Antonio (20 anni), ha raccontato alla città la sua esperienza, il suo punto di vista sulla sua condizione e sulla realtà del lavoro minorile nel suo paese. Un viaggio tra due continenti, un incontro a viso aperto per capire qualcosa in più su una tematica complessa, troppo spesso affrontata superficialmente e frettolosamente liquidata. >>> domenica 3 maggio ore 19.00 prima visione per Bologna di : THE BOYS OF BARAKA H.Ewing/R.Grady - USA 2005 – 84’ - v.or. inglese In una scuola dei sobborghi di Baltimora nel Maryland, vengono scelti quattro dodicenni per un programma educativo intensivo da svolgersi in una scuola rurale del Kenya. Dopo aver conosciuto solo ambienti intrisi di criminalità e droga, i ragazzi dovranno contare sulle proprie risorse e capacità, per vivere due anni in un ambiente molto lontano dalla loro quotidianità. Il Baraka School Project è basato infatti sul concetto dell’allontanamento temporaneo dei ragazzi dagli ambienti a rischio in cui vivono abitualmente, per spezzare il circolo della violenza, e favorire il nascere di nuova consapevolezza. Il documentario segue il viaggio dei ragazzi e le loro difficoltà e sorprese nel nuovo ambiente. Vincitore del NAACP Image Award, Premio miglior doc al Chicago FilmFestival. a seguire ore 20,30 JESUS CAMP H.Ewing/ R.Grady – USA 2006 – 84’ - versione italiana Samuel Huntingdon è morto recentemente, ma il pretesto dello “scontro di civiltà” per addestrare integralisti armati è tutt’altro che passato di moda. Questo documentario testimonia, senza alcun commento da parte degli autori, un eloquente caso negativo di “educazione” dei giovani, che, al contrario dei films precedenti in rassegna, non è foriero di nuova vita e sviluppo, ma rappresenta una vera e propria esercitazione all’odio verso l’”altro da sé”. Almeno 600.000 bambini e ragazzi cristiani americani (evangelici pentecostali) vengono allevati nel modo che lo spettatore può qui vedere… Inevitabile chiedersi come potranno questi giovani arrivare a vedere il mondo per quel che realmente è, con tutte le sue sfaccettature, sfumature e varietà, indottrinati come sono dalla lente deformante di una ideologia integralista che insegna loro a negare anche l’evoluzione darwiniana, la scienza di Galileo e la realtà del riscaldamento globale. Qui l’educazione non è intesa come strumento di liberazione, ma come eliminazione alla radice del pensiero critico, e come intruppamento contro un “nemico” da combattere.
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